| | Il grattacielo + alto della Mole | |
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lea

Registrato il : 05/08/07 Messaggi : 209 Localisation : TO
| Oggetto: Il grattacielo + alto della Mole Ven Ott 26, 2007 4:21 pm | |
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Il grattacielo più alto della Mole che divide architetti e città
Piano batte Antonelli 200 a 167 Il grattacielo più alto della Mole: ecco l'ultima polemica sotto il cielo di Torino. Progettato da Renzo Piano e destinato a ospitare la sede sociale di Intesa Sanpaolo, ha sollevato le obiezioni di un gruppo di ambientalisti che per dar voce alla loro protesta hanno usato una cartolina "taroccata": c'è la sagoma di un grattacielo accanto alla Mole. Sotto lo slogan: "Non grattiamo il cielo di Torino". E hanno trovato nell'architetto Vittorio Gregotti, uno dei padri del piano regolatore torinese, un sostenitore.
"Non meraviglia che la corsa al grattacielo sollevi molte obiezioni fondate, anche al di là delle resistenze conservatrici ad ogni novità - ha scritto in una lettera pubblicata su R2 -: questo specie nelle città con un forte profilo storico come Torino". Renzo Piano replica: "Quello che conta è realizzare edifici non arroganti, ma pubblici e aperti". E il sindaco Sergio Chiamparino: "Il nostro skyline è fermo all'Ottocento, però i grattacieli non sono demoniaci. Dipende da come vengono realizzati. Discorsi che Piano conosce bene e sui quali ci dà garanzie".
Ma Paolo Hutter, ex assessore all'Ambiente del Comune di Torino e promotore della "guerra" alla torre più alta della Mole, è pronto a ricorrere al referendum per decidere ai cittadini se vogliono oppure non che il simbolo dell'Antonelli perda il primato nel cielo di Torino.
Voi che cosa ne pensate? La skyline della città ha bisogno di un restyling? Il grattacielo rischia di oscurare il simbolo della città, o fa di Torino una metropoli al passo con i tempi? Il referendum per dire sì o no al grattacielo per ora è solo un'ipotesi, ma nel caso voi che cose rispondereste? (26 ottobre 2007) _________________
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|  | | Admin Admin

Registrato il : 08/07/07 Messaggi : 639 Localisation : Turin
| Oggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole Ven Ott 26, 2007 4:34 pm | |
| mah.......difficile scelta, conservare le tradizioni o proiettarsi nel futuro?  _________________
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|  | | camoranesi

Registrato il : 24/08/07 Messaggi : 109 Localisation : To
| Oggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole Ven Ott 26, 2007 4:37 pm | |
| | Admin ha scritto: | | mah.......difficile scelta |
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|  | | Turino

Registrato il : 09/07/07 Messaggi : 474 Localisation : Torino
| Oggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole Ven Ott 26, 2007 4:41 pm | |
| "Quel grattacielo oscura il simbolo di Torino" Piano con Salza e Chiamparino davanti al plastico del grattacielo
Nasce il comitato contro la torre Intesa-SanPaolo ALESSANDRO MONDO TORINO Più che un dibattito, è stato un processo. Nel mirino, la sostenibilità del grattacielo che accorperà gli uffici di Intesa-Sanpaolo su Spina2 e l’assenza di un dibattito a largo raggio. Scelta calata dall’alto, quella della «torre» firmata da Renzo Piano?
Una cosa è certa. Ieri, a poche ore dall’illustrazione del progetto che ha vinto il concorso internazionale (oggi sarà presentato con gli altri concorrenti nella mostra a Palazzo Madama), il «fronte del no» ha scaldato i muscoli. L’occasione è stata l’incontro organizzato dalle associazioni ambientaliste per contestare il progetto del «torrone» su Spina2, come è stato spregiativamente ribattezzato, e gli altri grattacieli in lista di attesa.
Tanto per cominciare, è nato un Comitato presieduto da Guido Montanari, Emilio Soave e Roberto Gnavi. Il nome è tutto un programma: «Non grattiamo il cielo di Torino». La prima mossa è prevista questa sera, quando il Comitato si troverà a Palazzo Madama per recapitare un appello simbolico «alla elite che inaugura la mostra». Occasione ghiotta, dato che si prevede la partecipazione di Enrico Salza, presidente Consiglio di gestione Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, amministratore delegato del colosso bancario e lo stesso Piano. Domani (9,45-11) seguirà un presidio.
La seconda notizia è che la commissione urbanistica del Comune non ha liberato la variante al piano regolatore, ultimo atto in vista della costruzione del grattacielo da 180 e rotti metri. «Nessuna pregiudiziale- spiega Andrea Giorgis, capogruppo dell’Ulivo -. Abbiamo solo chiesto un supplemento di informazioni». Ma tant’è. Del resto lo stesso Viano, che ieri è andato nella tana del lupo, ha ammesso «perplessità» anche in maggioranza: «Sugli aspetti tecnici chiederemo tutte le garanzie. Quanto all’impatto visivo, è giusto inaugurare un dibattito che tenga conto del parere di tutti». Lo sviluppo della «torre» in altezza, invece, non sembra preoccupare più di tanto l’assessore all’Urbanistica: «Il passaggio da 150 a 180 metri non è poi così significativo».
Nell’incontro sono state riproposte tutte le obiezioni sollevate dal progetto, con qualche autorevole sorpresa. E’ il caso di Piero Derossi, docente di Composizione architettonica al Politecnico di Milano, che pur non essendo presente ha mandato un messaggio dal contenuto abbastanza netto: «Se è vero che i grattacieli sono dei simboli, bisognerebbe decidere a chi permettere di essere un simbolo. Occorre un dibattito vasto». Per Guido Montanari, Storia urbanistica, «il problema non è la qualità del progetto ma il contesto in cui si colloca. Torino vanta scorci visivi straordinari, già rimessi in discussione dalle ultime trasformazioni urbane».
Secondo Carlo Olmo, direttore dell’Urban Center e curatore della mostra, «il grattacielo va valutato per quello che è, con serenità. Per questo organizzeremo un dibattito pubblico». Perplesso Luca Davico, docente di Sociologia ambientale al Politecnico: «Spina2 ha una forte concentrazione di poli di attrazione, c’è il rischio di creare una congestione spaventosa».
Il più «tranchant» è stato Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, secondo cui la nuova «torre» rappresenta l’emblema dell’insostenibilità ambientale applicata «a scenari caratterizzati da bassa densità energetica». «Scenari di drammaticità estrema, che in effetti non abbiamo considerato...», ha cercato di rintuzzare Viano, preso in contropiede dall’Apocalisse annunciata. _________________
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|  | | house

Registrato il : 23/08/07 Messaggi : 150
| Oggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole Ven Ott 26, 2007 5:04 pm | |
| favorevole _________________
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|  | | juve

Registrato il : 23/08/07 Messaggi : 22
| Oggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole Ven Ott 26, 2007 5:48 pm | |
| | house ha scritto: | | favorevole |
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|  | | Turino

Registrato il : 09/07/07 Messaggi : 474 Localisation : Torino
| Oggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole Sab Ott 27, 2007 9:09 pm | |
| "Il grattacielo non oscurerà la mole" L'architetto Renzo Piano
RENATO RIZZO TORINO «Un grattacielo, a Torino, io l’ho già "costruito". E’ una torre che, invece d’essere verticale, è orizzontale: si chiama Lingotto. Allora l’ispirazione partiva inevitabilmente dalla forza della memoria evocata dall’ex fabbrica, in questo caso la spinta arriva dalla ricerca d’una sostenibilità ambientale, sociale e culturale. Ma alla base di tutto, qui come per l’immensa struttura di via Nizza, c’è sempre la voce del luogo: i suggerimenti che ti offre il contesto, la ricerca degli agganci possibili con la città. Di più: come fare in modo che la città adotti l’opera senza traumi».
Renzo Piano guarda i disegni e i plastici che da oggi al 13 gennaio 2008 sono esposti a Palazzo Madama e che mostrano la pianta del capoluogo subalpino con quella sorta di astronave atterrata sulla Spina 2: il «suo» grattacielo progettato per Intesa-Sanpaolo. «Vede - spiega - come si integra con la grandiosità di quest’area?».
Dipende dai punti di vista e dalle interpretazioni: certi suoi colleghi, intellettuali e non pochi politici sostengono che la torre, o il «torrone» come qualcuno già l’ha definita, sarebbe un corpo estraneo nello «sky-line» di Torino. «È un edificio che non è né aggressivo né arrogante. Non s’impone al contesto in cui sorge: è una costruzione che sconfinerà in un parco e sorge in una zona di grande ampiezza e ariosità. Le sue caratteristiche sono la leggerezza e la sostenibilità. E, in più, la capacità di riflettere l’atmosfera della città».
Una battuta per chi storce il naso di fronte al suo lavoro. «La discussione è sempre benvenuta, purché poggi su basi vere. Purtroppo, oggi, c’è la tendenza a radicalizzare il dibattito. Si parla tanto di modernità e di diffidenza nei confronti di ciò che questo termine sottende: ma che cosa significa davvero modernità? Nel suo nome sono state partorite autentiche schifezze, ma non dimentichiamo che anche la Mole Antonelliana, ai suoi tempi, era moderna. I tram? Non erano più moderni dei bus che li hanno sostituiti? Sono valutazioni che ci porterebbero lontano».
Architetto, torniamo al grattacielo: ci spiega da dove derivano la sostenibilità e leggerezza di cui parla? «Incominciamo dalla struttura: è di vetro, darà all’edificio un aspetto trasparente. Meglio ancora, brillante. La torre "respirerà". Nel realizzare i solai in cemento armato, per esempio, abbiamo fatto in modo che catturassero il fresco delle notti, una caratteristica del clima estivo di Torino. Questa ventilazione naturale consentirà, l’indomani, d’accendere gli impianti d’aria condizionata tre-quattro ore più tardi. Con un energico taglio alla bolletta. E, poi, non dimentichiamo l’attenzione che abbiamo dedicato alle esigenze della gente».
Vuol dire che avete voluto coniugare insieme lavoro e svago in un oggetto che riguarda pur sempre una grande banca? «Lo sforzo principale è stato proprio questo: evitare che la torre apparisse come un emblema del potere. Smontare, cioè, la simbologia quasi connaturata allo stereotipo del grattacielo. E abbiamo tentato di farlo aprendolo alla fruizione pubblica. Ogni costruzione è il racconto d’una storia che si sviluppa frammento dopo frammento: questa non vuole raccontare storie d’arroganza».
La gente, allora. Come potrà godere di quella che lei ha definito «una lanterna magica»? «C’è il grande parco dove passeggiare nel verde, l’asilo per portarci i bambini, i bar, il ristorante panoramico, la pinacoteca, la terrazza che offre una visione magnifica della città con la cerchia delle montagne e il fiume che scorre pigro, in lontananza. Lassù, l’ultimo piano a 180 metri: il luogo che chiameremo "del sogno", "della contemplazione". E, poi, c’è l’auditorium, il luogo dello svago e della cultura, ricavato nella parte più bassa della torre. Io voglio che le persone, quando sollevano gli occhi, vedano questa sala, non l’ufficio del presidente della banca». _________________
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|  | | Turino

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| |  | | Turino

Registrato il : 09/07/07 Messaggi : 474 Localisation : Torino
| Oggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole Dom Ott 28, 2007 3:21 pm | |
| Maggioranza in bilico sui grattacieli
Sinistra e Verdi contro. Molti indecisi anche nell’Ulivo. Già proposto un referendum. Parte della Cdl pronta ad aiutare il sindaco EMANUELA MINUCCI TORINO In bilico sul grattacielo. O meglio, sulla variante al Piano regolatore che consentirà a Intesa-Sanpaolo di costruire la torre più alta d’Italia proprio a due passi dalla stazione Porta Susa. Non è bello ritrovarsi a passeggiare sul cornicione del segno architettonico firmato Renzo Piano. Un’opera che farà ombra alla Mole (e al Pirellone), ma che per ora mette le vertigini solo alla maggioranza Chiamparino.
E’ di ieri infatti l’annuncio - da parte della cosiddetta «sinistra radicale» («Rifondazione Comunista», «Sinistra democratica» e «Comunisti Italiani») - che, allo stato attuale delle cose, proprio come i Verdi - questi gruppi non voteranno la variante al Prg. E così, se proprio il sindaco Chiamparino vorrà condurre in porto il progetto, dovrà ricorrere ai voti dell’opposizione. Un favore che, «trattandosi del grattacielo - ironizza Michele Coppola di Forza Italia - gli faremo cadere dall’alto, in cambio di precise garanzie, per esempio, sulle ricadute occupazionali». Ma le perplessità non restano circoscritte a quei gruppi che per tradizione danno filo da torcere all’assessore all’Urbanistica Mario Viano. E’ noto infatti che la sinistra radicale non gradisca un piano regolatore sottoposto a un balletto di modifiche (120 per la precisione). Ma non basta: ci sono perplessità anche nello stesso gruppo dell’Ulivo. Piera Levi Montalcini, per esempio, fa notare che «questo continuo gioco al rialzo dell’altezza della torre è inaccettabile: avevamo fissato 100 metri e 100 devono rimanere».
La replica del sindaco Gli ambientalisti che tanto osteggiano l’arrivo della torre, dunque, Paolo Hutter in testa, possono prendersi un po’ di fiato: la discussione per dare il via libera al grattacielo si preannuncia lunga e laboriosa. «E’ giusto che si discuta e si discuta nei dettagli - replica il sindaco Chiamparino - basta però che ragioni senza far ricorso a pregiudizi ideologici». Contro-replica di Rifondazione comunista: «Nessun pregiudizio, ma così com’è il grattacielo non ci va bene e non lo voteremo» spiega il capogruppo Luca Cassano. Pretende di vederci più chiaro anche Monica Cerutti di «Sinistra Democratica»: «Tutti danno per scontato l’arrivo del grattacielo, al punto da organizzare su quel progetto una mostra - fa notare polemica -. Ma lo sa, la gente, che per realizzarlo dobbiamo approvare una variante al prg?».
Il referendum di Viale La proposta del presidente dell’Associazione Adelaide Aglietta è solo una: «Questa novità urbanistica ha una portata troppo grossa per essere liquidata in Consiglio comunale - attacca Viale - c on i suoi 200 metri la torre del Sanpaolo sarà l’edificio più alto d’Italia, è quindi materia per un referendum popolare: il sindaco dovrebbe attivarsi per promuoverlo, si tratta di una decisione cruciale che cambia radicalmente l’aspetto della città».
Il «sì» del centrodestra Come spesso accade quando un provvedimento fa storcere il naso alla sinistra, raccoglie il consenso pressocchè unanim del centrodestra. Che gongola all’idea di vedere il sindaco Chiamparino costretto a chiedere i voti-soccorso dell’opposizione. «La variante per il grattacielo deve rappresentare l'occasione per riaffermare la centralità di Torino nel progetto industriale della nuova banca - spiegano Daniele Cantore e Michele Coppola di Forza Italia - abbiamo sentito tanti impegni verbali ma nei fatti tutti sanno che Intesa-Sanpaolo si è spostata a Milano». Incalzano: «Noi voteremo sì a patto che i vertici di "San Intesa" dimostrino un nuovo e maggiore impegno verso le istituzioni ma soprattutto verso i torinesi».
«Sì» incondizionato «ma i voti ce li deve chiedere Chiamparino in persona» da parte di Alleanza nazionale, come spiega il capogruppo Agostino Ghiglia: «Noi vogliamo una città piena di grattacieli, perché sono l’espressione di una metropoli moderna, prosperosa, piena di lavoro e progetti: ma faremo pesare l’importanza del nostro voto». D’accordo con l’idea di fare nascere su Spina 2 la torre del Sanpaolo anche Dario Troiano del gruppo Libertà (seguace della Brambilla), mentre l’Udc, voce fuori dal coro, - come spiega Federica Scanderebech - risponde con un netto «no, senza se e senza ma». Come finirà? Forse l’idea di Viale è l’unica in grado di sbrogliare la matassa. _________________
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|  | | Admin Admin

Registrato il : 08/07/07 Messaggi : 639 Localisation : Turin
| Oggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole Mar Ott 30, 2007 1:40 am | |
| io la penso così
| Citazione: | | Stiamo parlando di Torino, una grande città nel nord che storicamente si è fatta porta via tutto! Cinema, Telefonia, Televisione, tutte cose nate qui, siamo fieri di questo ma siamo rimasti con un pugno di mosche in mano...vogliamo fare così anche per il San Paolo?? Torino da grande città del nord deve diventare Metropoli europea...deve crescere, portare investimenti, aziende a livello mondiale...deve diventare appetibile agli occhi di tutta europa! Per questo motivo sono assolutamente d'accordo con il nuovo grattacielo Intesa-Sampaolo di Renzo Piano!! La Mole rimarrà il simbolo storico della città, per la sua forma, la sua caratteristica, per la sua storia, nessun grattacielo potrà mai oscurarla siamo realisti...figuriamoci un bellissimo grattacielo in vetro a 3 km di distanza studiato da una delle più grandi firme italiane e non l'ultimo cretino! Torino è una città antica ma anche molto vecchia...è giusto modernizzarla, con i giusti impatti ambientali, ma guai a fermarci! |
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