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Il grattacielo + alto della Mole

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MessaggioOggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole   Mer Ott 31, 2007 5:50 pm

Grattacielo Torino
la replica di Piano

L'architetto Renzo Piano risponde agli ambientalisti con disegni e fotografie che rappresentano correttamente il confronto tra la Mole Antonelliana e la torre che ha progettato per Intesa-Sanpaolo


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MessaggioOggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole   Gio Nov 08, 2007 10:44 pm


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MessaggioOggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole   Sab Nov 10, 2007 8:27 pm

Ecco il quartiere dei grattacieli

Nel giro di un chilometro l'edificio
di Piano e altre due torri
BEPPE MINELLO
TORINO
Se vi siete divertiti o depressi di fronte al «gioco del grattacielo», sappiate che gioie e dolori vanno moltiplicati per tre. La torre progettata da Renzo Piano e destinata ad ospitare la sede di Intesa-Sanpaolo - anzi Sanpaolo-Intesa come si ostinano a chiamarla i torinesi doc - e i suoi svettanti 180 metri che voleranno verso i 190 con le antenne, si trascinerà dietro un altro grattacielo di uguale altezza e, quasi certamente, un terzo edificio anch’esso altissimo.

Come le ciliegie, la variante al piano regolatore che la maggioranza intende adottare per poter soddisfare tutte le richieste di Piano, si porterà dietro come conseguenza anche la «crescita» del grattacielo destinato a sorgere dall’altra parte del nascente Passante ferroviario e oggi bloccato dalla normativa a 100 metri. Questo secondo grattacielo sorgerà accanto alla futura, nuova stazione di Porta Susa destinata a soppiantare per importanza quella di Porta Nuova. L’edificio, per ora solo sulla carta, è al centro di una trattiva fra i proprietari - le Ferrovie - e il costruttore Salvatore Ligresti che sarebbe intenzionato a trasferire lì la sede di Sai-Fondiaria. La terza torre è quella ipotizzata sull’area dell’ex-Materferro, di fronte all’Igloo di Merz.

Tre edifici che daranno origine a un «Quartiere dei grattacieli» arricchito dalla presenza dell’ex palazzo della Sip e futura sede della Provincia e dalla sede Rai di via Cernaia. La ricostruzione al computer che pubblichiamo dà un’idea di quale sarà lo skyline di Torino con i nuovi edifici. Ricostruzione assolutamente indicativa ed elaborata sull’ennesimo rendering inviato da Renzo Piano al sindaco. «Questa volta il disegno di Piano è corretto - spiega Giorgio Faraggiana, docente del Politecnico - sia come posizione, sia come dimensione».

Perchè il «Quartiere dei grattacieli» diventi realtà, deve però passare la variante che la giunta intende varare e che incontra le resistenze di Rifondazione, Comunisti italiani e Sinistra democratica. «Non siamo contrari ai grattacieli - dicono Monica Cerutti, Luca Cassano e Domenico Gallo - ma dobbiamo avere consapevolezza dell’impatto che tre grattacieli avranno sul centro di Torino». Argomenti che porteranno al vertice di maggioranza di lunedì chiesto dal capogruppo dell’Ulivo, Giorgis. «La discussione alla luce del sole è la strada migliore per risolvere ogni controversia. I grattacieli sono straordinari investimenti che migliorano la qualità urbana del territorio e Intesa Sanpaolo ha tutto l’interesse a fare l’opera migliore».
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MessaggioOggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole   Ven Nov 23, 2007 10:35 pm

Al Lingotto alzo la mia Défense"


Fuksas presenta la torre della Regione: "Se chiedete di abbassare me ne vado"
EMANUELA MINUCCI
TORINO
E’ arrivato con un aereo privato di buon mattino a Caselle. E, per prima cosa, ha voluto fare un blitz a Porta Palazzo. Per rendersi conto di persona se di quel Palafuksas ormai diventato un’ icona della cattiva amministrazione c’era davvero da vergognarsi. Ma il Comune gli ha voluto fare una sorpresa: «Durante il sopralluogo mi hanno assicurato di aver trovato i soldi per inaugurare la struttura, ma anche che si ricaveranno maggiori spazi per il pubblico», ha commentato sorridendo.

E ha aggiunto: «Entro qualche mese i commercianti potranno tornare a Porta Palazzo in questo scrigno di acciaio e vetro». La febbrile giornata torinese di Massimiliano Fuksas (accompagnato dalla moglie Doriana) è dunque cominciata nel migliore dei modi. Un buon piatto di tagliolini al ristorante «Vintage» a tavola con il vicepresidente della Regione Paolo Peveraro, il sindaco Chiamparino e l’assessore all’Urbanistica Mario Viano, e poi via, puntuale alle 14 per sostenere il primo esame della giornata: quello di un Consiglio regionale che proprio ieri pomeriggio ha appreso di potersi trasferire in via Nizza, nel nuovo grattacielo da 46 piani firmato Fuksas che ospiterà tutti gli uffici della Regione.

In via Alfieri l’architetto romano ha potuto esporre tutte le caratteristiche della sua nuova creatura finalmente svelata in ogni dettaglio senza dovere promettere nessun «taglio» alla sua considerevole altezza di 220 metri. «Se mi chiedono di limarlo - aveva premesso al ristorante -, io non rispondo come Piano, ma vi dico arrivederci e grazie: e lascio l’area a Zunino». Inflessibile dunque, Fuksas, e lo ha ripetuto più tardi anche ai consiglieri comunali: «Se andate da Veronesi che fate? Vi fidate di lui o gli date qualche consiglio sulla terapia? E perché allora lo fate con gli architetti?». Poi alla fine, l’esperto di Rifondazione che gli chiede com’è stato possibile trasferire un manufatto simile dalla Spina a lì così com’era gli fa perdere la pazienza: «Lei sta dicendo un sacco di fregnacce! Dopo Tangentopoli state costruendo Frustopoli».

E mentre il sindaco Chiamparino, in merito al grattacielo di Piano si dichiarava «contrario ad ogni rigidità burocratica» auspicando che si potesse abbassare sotto il livello della Mole, due piani più su (in Sala Orologio) il vicepresidente della Regione Peveraro spiegava che tutte le case che cresceranno a corona come una piccola Défense attorno alla torre di Fuksas «serviranno a pagarne la realizzazione». L’edificio, che sarà realizzato nell’area dell’ex Fiat Avio, accanto al Lingotto sarà costruito in project financing con una grande attenzione ai consumi energetici.

«Trasferendosi nella nuova sede - ha detto Peveraro - la Regione non pagherà più i 13 milioni di euro d’affitto all’anno per le sue 20 sedi sparse in città. Il progetto prevede 46 piani di uffici e un ultimo livello dove sarà realizzato un piccolo bosco. Per realizzare le fondamenta - ha spiegato Fuksas - saranno necessari otto mesi, poi il cantiere procederà alla velocità di un piano alla settimana. Ma come l’hanno presa i consiglieri di Comune e Regione? Bene il centrodestra (Burzi addirittura ha fatto notare che era un’idea di Ghigo), mentre la sinistra radicale ha espresso perplessità. Hanno scritto Cerutti e Cassano (Sinistra democratica e Rifondazione): «Apprendiamo dai giornali che è già previsto il bando di gara per i lavori entro maggio 2008 nonostante in Comune la discussione sia appena iniziata: vi pare giusto?». Ma per il sindaco e l’assessore Viano (e anche Fuksas che se n’è andato tutto sorridente) il più è fatto: «E’ andata meglio del previsto», hanno concordato uscendo dalla sala.


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MessaggioOggetto: Re: Il grattacielo + alto della Mole   Ven Dic 07, 2007 1:19 am

Il grattacielo sarà più basso della Mole


Piano Scrive a Salza: «Ascoltiamo la gente» L'architetto vorrebbe farlo diventare «vero modello di sostenibilità». E Salza, a sorpresa, accetta

TORINO
Abbassare il futuro grattacielo sede degli uffici direzionali torinesi di Intesa Sanpaolo «al di sotto della quota della Mole Antonelliana». Non farlo quindi diventare l’ edificio più alto di Torino, confermandone la vocazione di «vero e proprio modello di sostenibilità». È una delle sei proposte che il progettista della torre, l’ architetto Renzo Piano, fa in una lettera al presidente del consiglio di gestione della banca, Enrico Salza.

Il grattacielo è stato progettato per essere alto 180 metri contro i 167 della Mole Antonelliana; per edificarlo il gruppo bancario ha indicato nel suo piano industriale un costo iniziale di 300 milioni di euro. Un’ opera avveniristica che Piano definisce «un frammento di ghiaccio», ma che è stata oggetto di contestazioni. Piano lo ricorda: «La discussione sulla torre è stata accesa, talvolta sleale (nella rappresentazione di quella orribile massa nera due volte più grande nella famosa cartolina di denuncia), ma spesso corretta e stimolante».

Piano dice di ritenere «legittime e costruttive» alcune osservazioni: «In particolare quelle relative al rapporto con la Mole Antonelliana, alla presenza dell’edificio nel profilo della città, alla sua sostenibilità energetica e alla sua accessibilità al pubblico».
Ecco perchè propone in primo luogo l’ abbassamento «per deferenza all ’edificio simbolo della città, ma anche per ridurre considerevolmente l’ impatto della torre».
La qualità del grattacielo, sottolinea Piano «non sta affatto nell’ altezza o nel battere qualche primato, ma nell’essere laboratorio urbano aperto alla città, laboratorio energetico, tecnicamente innovativo rispetto ai consumi e all’ inquinamento, e infine nel cercare, attraverso la leggerezza e la trasparenza, una legittimità nello splendido arco alpino». Ridurre l’ altezza e rinunciare a una parte della costruibilità dell’ area «non sarà un compromesso».

Piano formula poi le altre sue proposte: il parco ai piedi della torre sia «completamente ristrutturato a cura della banca»; sia aperto «alla città, ai sui riti ai suoi programmi» l ’Auditorium. E ancora: «Destinare e aprire i volumi, per altro trasparenti, sopra la quota 150 metri alle attività pubbliche» (terrazza panoramica, sale espositive e sale di ristorazione); confermare che l’ edificio sarà un «modello di sostenibilità», con «impianti geotermici, solai ventilati, doppie facciate, pannelli solari e fotovoltaici» (adeguandolo al protocollo Itaca). E Piano si impegna a fare in modo che «sia una presenza leggera e trasparente». Piano riconosce che questo è il tema «più complesso, difficile, quello che agita i torinesi», «vorrei che la torre prendesse i connotati del cristallo, anzi di un frammento di ghiaccio».
Intesa Sanpaolo, conclude, «è banca che sa ascoltare la gente: bene allora ascoltiamola. Torino ne sarà felice».

La risposta di Salza
«Ho apprezzato e pienamente condiviso quanto l’architetto Piano ha scritto alla Banca circa l’idea di rispettare il rapporto con la Mole Antonelliana». Questa la risposta del presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Enrico Salza, alla lettera dell’ architetto Renzo Piano.
«In questo modo - aggiunge Salza - si pongono definitivamente le basi perchè il nostro Gruppo realizzi il nuovo centro direzionale sulla Spina2 di Torino. Siamo, come dice l’architetto Piano, una banca che ha nel suo Dna la ricerca del dialogo costruttivo. Per questa ragione faremo del nostro progetto un progetto ancora migliore».
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